La presenza dell’uomo in Planargia ha origini e testimonianze antichissime. Numerose domus de janas, nuraghi e tombe dei giganti attestano un’intensa frequentazione del territorio già in età preistorica e protostorica. Ma furono i Fenici a scoprirne i vantaggi dovuti alla posizione geografica, alla presenza di un fiume navigabile e di un entroterra ricco di risorse naturali. A loro si deve la fondazione e il nome della città di Bosa, il capoluogo storico della regione, documentata in un'iscrizione del IX secolo a.C., e ricordata anche in epoca romana, quando l’abitato sorgeva nei pressi del sito dove ancora oggi si può ammirare la splendida ex-cattedrale di San Pietro Extra Muros, realizzata in stile romanico-lombardo a partire dal 1062. Alle continue invasioni da parte degli arabi fu dovuta la riedificazione della città a ridosso del colle di Serravalle, sul quale nel 1112 venne costruito il Castello dei Malaspina e nel corso dei secoli successivi presero forma le pittoresche ed ardite architetture del quartiere medievale di “Sa Costa”. La stessa sorte toccò anche a Magomadas, città di origine punica che nel passato si trovava in una conca vicino al mare e che venne trasferita più a monte in cima ad una collina, nella sua attuale posizione, a seguito delle continue incursioni dei saraceni. 

 

Le vicende storiche dei secoli seguenti, dopo che nel 1297 il papa Bonifacio VIII ebbe concesso in feudo la Sardegna alla corona di Aragona, videro la potente famiglia ligure dei Malaspina tentare a più riprese, con alterne alleanze, di mantenere la loro supremazia su Bosa e sul territorio della Planargia. Ma fu tutto inutile e di lì a poco l’intera regione passerà sotto il dominio delle forze aragonesi. Così bisognerà aspettare la fine della dominazione iberica perché la Planargia possa avere, sotto i Savoia, un effettivo rilancio delle sue attività produttive, che toccheranno il loro apice nel 700 e nell’800. In questo periodo, insieme all’incremento di attività artigianali come la lavorazione delle pelli, dell’oro e dell’argento, la produzione dei filet, l’attività cantieristica relativa alla produzione di piccoli pescherecci e la pesca del corallo, il territorio conosce anche un rifiorire della vita culturale ed artistica. Risalgono a questa epoca i vecchi fabbricati di “Sas Conzas”, oggi monumento di archeologia industriale, la chiesa del Carmine e la Cattedrale di Santa Maria in stile barocco-piemontese, il ponte Nazionale e la palazzata ottocentesca che si affaccia sul lungotemo. Sempre di epoca sabauda, ma con una tipologia edilizia più ridondante di ornamenti, il quartiere nobile di “Sa Piatta”, i cui palazzi settecenteschi ed ottocenteschi sono abbelliti da multiformi fregi barocchi, capitelli e architravi decorati con artistici bassorilievi e balconcini con elaborate ringhiere in ferro battuto. Dappertutto, ed è una costante non solo di Bosa ma anche dei paesi contermini, l’uso a profusione della pietra locale: la trachite rossa bosana. Storia e monumenti di Planargia che vi faranno sognare...

 

According to the legend the town of Bosa, right at the heart of Planargia land, was founded by Calmedia, daughter of the mythical Sardus Pater, was visited by Julius Caesar and the three Kings stopped at a well not far from the town to water their horses on their way to Bethlem. Still in this place, the marquis of Malaspina, in a burst of rage, cut off the fingers from the hands of his beautiful wife.  But if you don't believe all of this... you might believe that Bosa was founded by the Phoenicians and was lively even during the roman empire, when the town centre was on the left bank of the river and where today it's still possible to admire the beautiful church of San Pietro Extra Muros. Because of the continuous rapes from the Arabs, the town moved to the right bank of the river, along the hillside of the Serravalle hill, on top of which, starting in 1112, the Malaspina castle was built. Later on, the nice houses of the Sa Costa borough were developed. During the years of the Hispanic domination, Bosa became one of the seven Royal Cities of Sardinia and under the Savoy dynasty an economical growth of its business was started that reached its peak between '700 and '800. This was the time of the old warehouses named "Sas Conzas", today an industrial archaeology monument, the Carmine church and the Cathedral of Saint Mary in piedmont-baroque style, the old bridge, the palaces on the riverside and the noble borough of "Sa Piatta", with its elegant houses. The local red stone was heavily used in all buildings. History and tales of Planargia that will make you dream...