La cittadinà di Bosa, che con i suoi 8.133 abitanti è il paese più popolato della regione storico geografica della Planargia, è placidamente adagiata sulla sponda destra del Fiume Temo, l'unico nagivabile della Sardegna, e si trova a soli 5 metri s.l.m. Il suo territorio, con una superficie di circa 135 km quadrati, è uno dei più estesi di tutta l'area, e comprende alcuni tra i paesaggi ed ecosistemi che caratterizzano la Planargia. I motivi per la visita di questo pittoresco ed autentico borgo medievale sono molteplici e riguardano non solo l'ambiente e la natura, la cultura e l'arte, la storia e le tradizioni, l'artigianato e la gastronomia, che ancora vivono e danno respiro all'economia locale, ma anche la coinvolgente allegria, la sorprendente fantasia, la pungente ironia... e soprattutto l'aroma di Malvasia che si respira nelle cantine del pittoresco centro storico. Qui tradizionalmente sono sempre state concentrate più le attività legate alla vinificazione, all'affinamento e alla commercializzazione del vino D.O.C. Malvasia di Bosa. Ci è sembrato così del tutto naturale che sempre qui, nel Corso Vittorio Emanuele II, al n. 59/a, fosse ubicato il Centro Informativo della Strada della Malvasia di Bosa

 

Secondo la leggenda, alimentata da un manoscritto spagnolo di autore ignoto pubblicato nel 1857 dal Canonico Giovanni Spano, la cittadinà di Bosa venne fondata da Calmedia, figlia del mitico Sardus Pater. Ma a parte la mitologia, per trovare i primi segni concreti dell’esistenza di Bosa dobbiamo risalire al IX secolo a.C., epoca alla quale data la più antica iscrizione fenicia qui ritrovata. Le testimonianze archeologiche più cospicue, infatti, costituite in particolare da reperti funerari, sono quelle del periodo romano. Allora la città, che godeva dello status di municipium ed era dotata di un porto fluviale, sorgeva sulla riva sinistra del fiume Temo, esattamente in località Messerchimbe, ovvero nel sito dove oggi si trova l’antica ex Cattedrale di S.Pietro Extramuros, splendido esempio di architettura romanico-lombarda costruita a partire dal 1062. Il sopraggiungere, a cominciare dall’VIII d.C. secolo, delle incursioni arabe, diede il colpo di grazia alla città che andò, a mano a mano, spopolandosi. Fu solo dopo il mille che un nuovo abitato cominciò a sorgere sulla riva destra del fiume, alle pendici del colle di Serravalle, in seguito all’edificazione del Castello da parte della nobile famiglia lucchese dei marchesi Malaspina dello Spino Secco. La città ha conservato le caratteristiche urbanistiche del periodo medievale, così che l’odierno abitato si presenta ancora compreso tra il Castello Malaspina a monte e il fiume a valle.  La parte di impianto più antico è disposta alle pendici del colle dove, in una serie di strette e suggestive stradine, che seguono le curve altimetriche dello stesso, si trova il pittoresco Centro Storico di Sa Costa, con le sue case color pastello e caratterizzate dal fatto che, essendo costruite su un pendio, hanno un solo piano nella parte posteriore, e due, o anche tre, in facciata. Più a valle, invece, le abitazioni  sono disposte in parallelo al fiume, alte e strette, dalla struttura quasi cittadina. E poi c’è la zona moderna, dalla planimetria più regolare, che tende a espandersi in direzione del mare, dove sorge la frazione di Bosa Marina, frequentata e rinomata località balneare nei pressi della foce del fiume Temo.

 

Una visita della cittadina non può che iniziare attraversando il Ponte Vecchio in trachite rossa, da cui è possibile ammirare Sas Conzas, ovvero gli edifici adibiti sin dall’800 alla lavorazione e alla concia delle pelli e dal 1989 monumento di archeologia industriale sottoposto al vincolo di tutela dal Ministero per i Beni Culurali ed Ambientali. Appena superato il ponte, all’imbocco della strada che immette nel centro storico, sorge la Cattedrale dell’Immacolata ricostruita in stile barocco piemontese agli inizi del XIX secolo su un precedente edificio del Quattrocento, con il campanile in trachite e le caratteristiche cupolette; nell’interno ha affreschi di Emilio Scherer, artista vicentino che fu attivo a Bosa nell’ultimo quarto del XIX secolo, e una bella scultura di Madonna col Bambino di scuola catalana che risale alla prima metà del Cinquecento. A pochi metri dalla facciata della chiesa ha inizio il Corso Vittorio Emanuele II, la via più elegante e scenografica via della città, fiancheggiata dai palazzi nobiliari del Settecento e dell’Ottocento, di notevole pregio decorativo soprattutto per i compositi elementi di architettura gotica, barocca e neoclassica. Sempre lungo l'antico lastricato di Sa Piatta, da non perdere l'originale Museo Casa Deriu, ubicato in un palazzo ottocentesco, il cui ingresso si trova proprio al lato del Centro Informativo della Strada della Malvasia di Bosa. L'edificio, su tre piani, è il risultato dell'accorpamento di più abitazioni e costituisce, con le sue volte affrescate e i suoi arredi, una bella testimonianza di abitazione borghese del centro storico bosano. L'esposizione è strutturata in tre ambienti tematici: una parte ospita l'allestimento di mostre temporanee sugli usi, costumi e tradizioni bosane. Un'altra parte comprende il cosiddetto piano nobile, un autentico appartamento signorile rimasto esattamente com'era nell'Ottocento. Il fulcro del percorso museale è la mostra permanente della produzione artistica di Melkiorre Melis, di certo il più importante ed eclettico pittore bosano, che comprende, oltre ai quadri, anche manufatti e opere di varia ispirazione, tra cui mobilio, oggetti e ceramiche, e comprendono anche il periodo africano. Il Corso si allarga all’altezza di Piazza Costituzione, di fronte al momumentale Palazzo di Don Carlos, con al centro la Fontana in marmo e trachite. Qui è dove i bosani sono soliti incontrarsi per godersi il sole, il silenzio e la tranquillità che regna in questa antica città reale, spesso conversando e discutendo sui sentori, aromi e bouquet altrettanto regali della Malvasia di Bosa...

 

Per informazioni:

Corso Giuseppe Garibaldi, 8 - 08013 Bosa (OR)

T + 39 0785 368000 - F + 39 0785 373949 - W www.comune.bosa.or.it - E Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.