Il paese di Tinnùra è situato a cavallo tra Suni e Flussio, nell'altopiano basaltico della Planargia, è abitato da poco più di 250 persone e si trova a un'altitudine di circa 300 metri s.l.m.. Il centro abitato è unito senza soluzione di continuità con quello di Flussio, comune col quale condivide il corso principale, che corrisponde alla Strada Statale 292, ed anche la tradizione legata alla lavorazione e all'intreccio delle fibre di asfodelo, di salice e canna. Il piccolo borgo è dedito principalmente all'allevamento ovino, ma le campagne sono altresì disegnate dai colori dei rigogliosi uliveti, dei saporiti frutteti e dei preziosi vigneti, per la maggior parte vocati alla produzione di vini che rientrano nell'area D.O.C. della Malvasia di Bosa. Il paese è per questo un importante punto di passaggio per coloro che percorrono la Strada della Malvasia di Bosa.

 

Il toponimo "Tinnura" è considerato di origine assai antica, quasi certamente preromana. In esso si rileva in particolare la radice "Tin", derivante dal protosardo "t(h)innía", "thinníga", che indicava, secondo gli studiosi, la pianta del giunco spinoso. Il paese è ancora oggi famoso per l'uso di tale specie vegetale (oltre che delle fibre dell'asfodelo) nei lavori di artigianato artistico dell'intreccio. L'intera area fu frequentata sin dall'epoca preistorica, come dimostrano i numerosi ritrovamenti di epoca nuragica e prenuragica. Il territorio di dimostrò piuttosto prospero anche in età romana, grazie alle particolari condizioni climatiche e alla fertilità dei terreni, che facilitarono la nascita di numerose aziende agricole dedite alla coltivazione cerealicola, sopravvissute fino al periodo medievale. Nel periodo giudicale fece parte del Giudicato di Torres, nella curatorìa della Planargia, detta anche di Frussia o Serreval. Con la caduta del Giudicato, Tinnura rientrò sotto l'amministrazione feudale dei Malaspina e poi passò al giudicato d'Arborea. Nei secoli poi, il borgo fu concesso in feudo a diverse famiglie, fino a quando non fu riscattato nel 1839 in seguito alla fine del feudalesimo in Sardegn

 

Il territorio del paese è ricco di bellezze natuarali e culturali, ma tanto per iniziare non bisogna dimenticare che l'intero centro abitato rappresenta un vero e proprio Museo d'Arte Moderna a cielo aperto, ricco di pittoreschi e scenografici Murales rappresentanti scene di vita rurale dipinti nelle facciate delle caratteristiche case, per la maggior parte opera della rinomata artista sarda Pina Monne, piazze monumentali, diverse statue di importanti artisti di fama nazionale e internazionale come Stefano Chessa, Simplicio Derosas, Carmine Piras e Pinuccio Sciola e fontane come quella rappresentante i segni zodiacali. Ma ciò che colpisce di questo piccolo borgo della Planargia è anche la varietà di colori presenti per le strade, grazie a pavimenti policromi in trachite rossa e in marmo bianco di Orosei, che si uniscono al grigio dei basalti che lastricano le strade. Di notevole interesse nel territorio comunale è anche la visita del Nuraghe di Tres Bias o Trobia, di tipo complesso e in posizione strategica. Poco lontano si trova la Tomba dei Giganti di Su Crastu Covocadu, una delle più grandi e importanti della Sardegna, attorno alla quale sono stati trovati reperti che risalgono alla seconda metà del II secolo a.C. Da ricordare anche la Funtana 'e Giosso, una fonte utilizzata anche in tempi recenti per la raccolta dell'acqua e per la macerazione dell'asfodelo. L'ingresso è architravato e al suo interno si trova una cupoletta intonacata con un foro centrale. La chiesa parrocchiale è dedicata a Sant'Anna. L'edificio risale al Seicento e la sua struttura è piuttosto semplice, con un campanile molto elegante con bande in mattoni rossi. A Sant'Anna è anche dedicata la festa principale del paese che attira ogni anno molti visitatori. Per l'occasione oltre ai festeggiamenti religiosi vengono organizzati anche canti e balli tradizionali.

 

Per informazioni:

Via Nazionale, 63 - 08010 Tinnura (OR)

T + 39 0785 34839 - F + 39 0785 34139 - W www.comune.tinnura.or.it - E Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.